Lo Stretto di Messina è un mare inquieto, di correnti e di miraggi. Non stupisce che sia nato qui qualcuno dei racconti più famosi della Sicilia. Due di questi hanno dato il nome alle nostre birre.
Colapesce, il ragazzo che regge l'isola
A Messina viveva il figlio di un pescatore che nuotava come nessun altro. Lo chiamavano Colapesce. Il re di Sicilia volle metterlo alla prova: gettò in mare una coppa, poi la corona, poi un anello, sempre più lontano. Per recuperare l'ultimo, Cola scese più giù di quanto fosse mai sceso, e laggiù vide che la Sicilia poggia su tre colonne. Quella sotto Capo Peloro, vicino a Messina, era incrinata.
Cola capì che se avesse ceduto l'isola sarebbe affondata. Così rimase laggiù a sostenerla. Quando a Messina la terra trema, dicono, è lui che sposta il peso da una spalla all'altra.
A lui abbiamo dedicato Colapesce, la nostra American Pale Ale: fresca come il mare che ha scelto di non lasciare.
Fata Morgana, il miraggio sull'acqua
Morgana, sorella di re Artù, scelse per casa lo Stretto e sotto le sue acque si costruì un castello incantato. Da lì si diverte a mostrare ai marinai città sospese sul mare, torri e coste che non esistono.
Il fenomeno è reale e porta ancora il suo nome: la "fata morgana" è un miraggio dovuto a strati d'aria a temperature diverse, che piegano la luce e fanno apparire immagini sollevate sull'orizzonte. Nelle giornate limpide sullo Stretto si vede ancora.
La nostra Fata Morgana è una rossa morbida e maltata. A differenza della fata, quello che promette lo mantiene.
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