Bicchiere di birra non filtrata, velata e torbida

Birra non filtrata e non pastorizzata: cosa significa e come conservarla

Sull'etichetta delle birre artigianali si legge spesso "non filtrata e non pastorizzata". Cosa vuol dire, in pratica, per chi la beve?

Non filtrata

Dopo la fermentazione molte birre industriali vengono filtrate per eliminare il lievito e renderle perfettamente limpide. Le nostre no: una parte del lievito resta nella birra e con il tempo si deposita sul fondo della bottiglia. Quel velo chiaro è del tutto naturale. Puoi versare lentamente e lasciarlo in bottiglia, oppure versarlo nel bicchiere: cambia un po' l'aspetto, che diventa più velato, e il gusto.

Non pastorizzata

La pastorizzazione è un trattamento termico che serve ad allungare la conservazione. Non pastorizzare significa non scaldare la birra dopo l'imbottigliamento: è una scelta che rispetta di più profumi e sapori, ma rende la birra più delicata.

Come conservarla

  • Al fresco: il calore è il nemico principale di una birra non pastorizzata.
  • Al buio: la luce altera i composti del luppolo.
  • In piedi: così il lievito si deposita sul fondo e non sul collo della bottiglia.
  • Rispetta la data "da consumarsi preferibilmente entro" riportata in etichetta.

A che temperatura servirla

Troppo fredda, una birra perde profumi. Per le nostre birre consigliamo:

  • Luna Araba: circa 8 °C
  • Fata Morgana: 8–10 °C
  • Colapesce e Analogica: circa 10 °C

Altre domande? Le trovi nelle domande frequenti, oppure scopri tutte le nostre birre.

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